Cesare Intrieri

Le nuove varietà ibride da incrocio si stanno affacciando sul mercato italiano, alcune regioni le hanno ammesse alla coltura, altre ne stanno valutando le caratteristiche agronomiche ed enologiche... quale sarà il loro impatto sulla nostra viticoltura?

Che rischi potrebbe comportare il loro uso per la nostra filiera vitivinicola?

Il nome scelto per queste nuove varietà spesso richiama il parentale europeo "nobile", questo è corretto oppure è un escamotage per avere un più facile accesso al mercato del vino?

Riportiamo il link alla riflessione di Cesare Intrieri, professore emerito dell'Università di Bologna, pubblicato sul sito dell'Accademia dei Georgofili.

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