Il mondo vitivinicolo italiano ha raggiunto un traguardo storico: la produzione di barbatelle, primo anello della filiera del vino, si è dotata di una norma per la certificazione di sostenibilità secondo lo standard Equalitas.
Tale standard, opportunamente adattato al settore vivaistico da Equalitas stessa in collaborazione con Miva (Moltiplicatori Italiani Viticoli Associati) e Unione Italiana Vini, completa il percorso verso una filiera vitivinicola interamente sostenibile, dalla pianta madre al bicchiere, segnando un momento di svolta per
il settore e ponendo l’Italia all’avanguardia a livello internazionale.
Il comparto vivaistico costituisce un pilastro fondamentale del panorama vitivinicolo italiano, promuovendo l’eccellenza attraverso la selezione e produzione di barbatelle per nuovi vigneti e salvaguardando un patrimonio genetico di straordinaria unicità. L’Italia vanta oltre 650 varietà iscritte al Registro nazionale delle varietà di vite, detenendo il primato europeo per gli ettari coltivati di materiali di categoria “base”, sia per le piante madri marze (Pmm), sia per le piante madri portainnesto (Pmp). Questi materiali, soggetti a una rigida normativa che garantisce la qualità genetica e sanitaria,sono il punto di partenza per la produzione di barbatelle certificate, elementi essenziali per la vitalità e la qualità del vino italiano. A livello europeo,Italia e Francia si contendono il primato nella produzione di barbatelle, seguite dalla Spagna e da altri Paesi con produzioni minori. In Italia, il Friuli-Venezia Giulia si distingue, contribuendo con oltre la metà della produzione nazionale.Tuttavia, il vivaismo è diffuso in tutte le regioni italiane, garantendo una copertura capillare del territorio.
Un vantaggio competitivo a livello internazionale
Stefano SaderiL’Italia si pone all'avanguardia nel panorama internazionale. “Dialogando con istituzioni ed enti europei, abbiamo riscontrato un forte interesse per il nostro progetto, proprio perché non esistono iniziative così strutturate altrove - afferma Stefano Saderi, direttore di Miva -. Siamo fiduciosi che questa certificazione possa diventare un punto di forza per i vivaisti italiani, offrendo un valore aggiunto alle loro barbatelle rispetto a quelle dei competitor internazionali”.
L’idea della certificazione è nata da un’interazione virtuosa tra Miva e il mondo vitivinicolo. “ Alcune aziende vitivinicole – racconta Saderi -, già in fase di certificazione di sostenibilità, ci hanno chiesto fornitori che rispettassero determinati requisiti. Da lì, grazie alla collaborazione con Equalitas e al dialogo con i nostri associati, è nata l’idea di certificare le barbatelle. È stato un processo naturale, guidato da un’esigenza reale del mercato e dalla nostra convinzione che la sostenibilità sia una leva strategica per il futuro del settore”.
Riccardo Ricci CurbastroRiccardo Ricci Curbastro, recentemente riconfermato alla presidenza di Equalitas, esprime viva soddisfazione per il traguardo raggiunto, frutto di una proposta, quella pervenuta da Miva, di cui è stato subito chiaro il valore all’intero Cda: “Di fatto si è trattato di prolungare ulteriormente l’estensione del campo di applicazione dello Standard Equalitas Vino – dichiara Ricci Curbastro – includendo la fase a monte rispetto alla produzione di uva. Il significato del progetto sta nella volontà di coinvolgere le parti per certi versi meno note ma altamente significative della filiera, aumentando ulteriormente la trasparenza e le garanzie che uno standard di certificazione come Equalitas può offrire”.
Un futuro sostenibile e competitivo per il vivaismo italiano
Il progetto pilota ha già prodotto risultati concreti: Miva ha completato l’audit di certificazione una decina di giorni fa, e le prime certificazioni per l ’associazione e i due vivai coinvolti (Vitis Rauscedo e Vivai Fratelli Nicola) sono attese entro poche settimane. “Siamo alle fasi finali, stiamo definendo le ultime azioni correttive. Speriamo di avere i certificati entro 20-30 giorni”, precisa Saderi.
Guardando al futuro, Miva intende promuovere attivamente la certificazione, sia tra i suoi associati sia verso l’esterno, per sensibilizzare i clienti e l’intera filiera vitivinicola. “Non lavoriamo solo per i nostri 120 associati, ma per l’intero settore. Vogliamo che i clienti dei vivai richiedano barbatelle certificate, creando una domanda che spinga sempre più vivaisti a intraprendere questo percorso”, conclude Saderi. Da parte sua, Ricci Curbastro sottolinea l’importanza del progetto per il futuro del comparto vivaistico: “Quando Miva ci ha proposto il progetto,anche il Comitato tecnico scientifico etico di Equalitas è parso fortemente motivato a collaborare. Il presidente del Comitato, il professor Vincenzo Gerbi, ha arringato gli altri membri con un intervento commovente, vedendo in questo progetto una opportunità di fornire strumenti di razionalizzazione e competitività a un comparto vitale, quello del vivaismo, che sta vivendo un momento di difficoltà dovuto a molteplici fattori. Non è da sottovalutare la minaccia dell’invasione del mercato da parte di operatori stranieri. Contiamo, con questo progetto, di fare la nostra parte nel salvaguardare l’ ennesimo assalto al made in Italy”.
Un impegno etico e concreto
Paolo CastellettiAlla celebrazione di questo traguardo si unisce Unione Italiana Vini, rappresentata dal segretario generale, Paolo Castelletti: “Il vivaismo, spesso percepito come un settore a sé, ha dimostrato con questo progetto di certificazione di sostenibilità la capacità di integrarsi sinergicamente nella filiera vitivinicola, creando un sistema più coeso e responsabile. Elevare la produzione di barbatelle attraverso pratiche sostenibili, ambientali, sociali e attente alla sicurezza sul lavoro, rappresenta una leva strategica per il futuro del comparto. Unione Italiana Vini ha supportato questo percorso con le sue competenze tecniche, offrendo consulenza e formazione alle aziende coinvolte, come dimostrato nelle fasi di progettazione e realizzazione di questo progetto pilota.
Grazie al nostro know-how, siamo in grado di accompagnare l ’intero settore vitivinicolo, dal primum movens del vivaismo fino alla produzione e commercializzazione del vino, consolidando un modello di eccellenza unico al mondo”.
Il raggiungimento della certificazione di sostenibilità per le barbatelle rappresenta un passo epocale per il vitivinicolo italiano: un impegno etico e concreto che pone le basi per una filiera sempre più responsabile e competitiva.
Grazie al lavoro di Equalitas, Miva e UIV, il vino italiano può ora vantare una sostenibilità che parte dalla radice, letteralmente, celebrando un modello di eccellenza che unisce tradizione, innovazione e rispetto per l’ambiente. Come sottolinea Saderi, “questo è solo l’inizio di un percorso che speriamo possa crescere rapidamente, per il bene del settore e del nostro inestimabile patrimonio viticolo”.
Articolo, a cura di Maurizio Taglioni, tratto dal periodico "Il Corriere Vinicolo", n. 20 del 16 giugno 2025