L'associazione

L'Associazione M.I.V.A. è nata il 27 ottobre 1973 per rappresentare il vivaismo viticolo italiano. Uno dei suoi scopi iniziali fu quello di partecipare alla gestione dell'allora Centro di Premoltiplicazione viticola di San Piero a Grado (PI) da cui, col tempo, si è sviluppato tutto il sistema italiano di gestione delle nuove accessioni clonali (Nuclei di premoltiplicazione viticola).

L'Associazione, anche per l'importanza della sua funzione, è stata riconosciuta da un Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R. n. 806 del 14/09/1976) che ne ha sancito la rilevanza nazionale ed europea riconoscendone la personalità giuridica ed approvandone lo statuto. Oggi, dopo anni di attività, l'Associazione raggruppa vivaisti di tutte le regioni italiane; i soci, quasi duecento, hanno il compito di gestire il patrimonio genetico base della viticoltura italiana del futuro con un'importante responsabilità nei confronti del mondo vinicolo nazionale ed estero. I vivaisti viticoli sono alla base della filiera vitivinicola e rappresentano un ideale ponte fra la ricerca scientifica (Costitutori) e le aziende agricole.

Con questi presupposti l'attività dell'Associazione si articola su vari aspetti che vanno dai corsi di formazione, molti dei quali dedicati appositamente ai giovani vivaisti, alla rappresentanza della categoria presso le Istituzioni, alla elaborazione di adeguati supporti statistici per l'analisi approfondita delle variabili di mercato e degli scenari futuri prevedibili. Tutto questo viene progettato per riuscire ad anticipare i bisogni del mercato, essendo legati al ciclo vegetativo della vite che impedisce, a differenza di altri settori, di evolversi in tempi brevi.

Servizi

  • Rappresentanza MIVA
    Rappresentanza
  • Formazione
    Formazione Vivaisti
  • Studi statistici
    Studi e analisi di settore

Storia

L'Associazione è nata a Conegliano Veneto (TV) nel lontano 1973 su suggerimento del Prof. Italo Cosmo, allora Direttore dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano Veneto. L'iniziativa fu presa in virtù dei nuovi scenari europei che imponevano un colloquio serrato fra le Istituzioni e le realtà produttive. Contemporaneamente lo Stato italiano recepì la normativa comunitaria, promulgando la legge di riferimento del settore (D.P.R. 1164 del 1969) che imponeva la nascita del materiale certificato. A quei tempi, non disponendo degli attuali mezzi di comunicazione, l'Istituto aveva delle reali difficoltà per informare delle importanti novità tutto il mondo vivaistico nazionale; quest'ultimo, essendo ramificato in tutte le regioni italiane, era contraddistinto anche da processi di produzione molto diversi fra loro e legati alla tradizione viticola della loro zona di riferimento.

Così, i vivaisti si riunirono in Associazione con l'intenzione di mettere a disposizione di tutti i soci le nozioni sul materiale certificato e le informazioni sulla disponibilità del materiale proveniente da selezione clonale. Fu proprio grazie all'intuizione del Prof. Cosmo che iniziò a formarsi il primo nucleo di vivaisti italiani, anche perché, già a quei tempi, lui stesso aveva evidenziato la reale impossibilità di sviluppo di tutto il settore se non si fosse seguita questa strada. La nascita dell'Associazione seguì le molte riunioni che con spirito quasi “pionieristico” si svolgevano a ritmo serrato nella famosa serra del Dott. Curto, vivaista e proprietario dell'azienda omonima, sempre a Conegliano. Il nome dell'Associazione fu suggerito dal Dott. Enzo Todeschini allora Direttore di un importante cooperativa vivaistica trentina.

Anche la definizione dello statuto non fu semplice e per dare il giusto merito a chi ci ha lavorato, riportiamo in parte il testo del terzo articolo:

ART. 3 – L'Associazione, uniformandosi alle leggi vigenti, ha per scopo: a) interessarsi alle questioni generali riflettenti l'attività degli associati, tutelando i loro interessi morali e materiali, promuovendo la loro collaborazione;

Il primo Presidente fu il Dott. Ruggero Forti e già a quei tempi si parlava d'impiantare un centro nazionale per la premoltiplicazione del materiale di base. Col tempo questo centro fu costituito a San Piero a Grado, in Provincia di Pisa, e fu gestito a lungo dall'Associazione fino a quando non venne a perdere d'importanza per la nascita di altri nuclei regionali. Il primo Congresso dell'Associazione si svolse al Palazzo dei Congressi di Firenze, dove per la prima volta si riunirono i vivaisti di tutta Italia. Da allora il mondo vivaistico ha anticipato i tempi della viticoltura italiana ed è passato da momenti esaltanti ad altri che hanno messo in difficoltà molte aziende di tutta la filiera (dallo scandalo del metanolo alla riduzione dei consumi pro capite). Oggi, l'Associazione è una realtà importante, punto focale di un movimento vivaistico di grosse dimensioni, capace di accompagnare gli altri attori della filiera vitivinicola nel concreto sviluppo delle proprie aziende. Ancora oggi la M.I.V.A. è l'unica Associazione a carattere nazionale, potendosi anche fregiare di un riconoscimento istituzionale del Presidente della Repubblica italiana che nel 1976 ne riconobbe la personalità giuridica e ne approvò lo statuto.